Un turismo sostenibile è possibile: il progetto di Rete Ecoturismo Sardegna Il progetto è in fase di trasformazione, ma lega dal 2019 oltre 40 realtà, tra professionisti e imprese

Il logo della Rete Ecoturismo Sardegna | Foto retecoturismosardegna.com

ll concetto di sostenibilità finisce per essere una sorta di matrioska. Un profondo contenitore dove oggi si possono trovare altri concetti fondamentali come equità e inclusione sociale. Rete Ecoturismo Sardegna è un progetto in trasformazione, che si prepara a vivere una nuova fase del proprio cammino iniziato nel 2019, poco prima che il lockdown rallentasse, ma non fermasse i lavori che hanno creato una rete che comprende oltre 40, tra imprese e professionalità, che mirano a far convivere sostenibilità e turismo.

Il processo

«Abbiamo affrontato un lungo processo, iniziato da un incontro a Cagliari nel 2019 – spiega Andrea Vallebona, coordinatore del progetto e presidente di Rete Gaia, società che si occupa di sviluppo locale e progettazione sostenibile – che ci ha portato alla nostra visione. Da un lato far crescere la consapevolezza di tutte le imprese in relazione alla sostenibilità. Dall’altra, rappresentare ai decisori politici la sensibilità di un mondo del turismo decisamente marginalizzato rispetto alle grandi strutture. Infine, contribuire allo sviluppo locale nell’ottica di una sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Che tradotto significa anche equo e durevole». Un modus operandi che guarda a una fetta più larga della popolazione curiosa di conoscere altri luoghi, nel rispetto però di quella locale.

Lentezza e rispetto

«L’apertura a più fasce della società è l’elemento chiave – continua Vallebona – Qualunque iniziativa privata deve avere dei risvolti in termini di miglioramento di qualità della vita della comunità nel suo insieme. Ciò che noi portiamo avanti in termini di sostenibilità deve avere una ricaduta territoriale, ovvero generare, soprattutto per le aree interne dell’isola, lavoro durevole e relazioni tra turisti e residenti rispettose, non piegate semplicemente alle esigenze di chi passa e consuma. Il turismo sostenibile promuove una relazione intima con un territorio che non è privo di popolazione». Motivo per cui le relazioni sono parte fondante del progetto. «I rapporti tra chi fa parte della rete sono il motivo della nostra resilienza – sottolinea Vallebona – Condividiamo i nostri momenti personali, una visione e un modo di amare la Sardegna: ciò ci consente, anche nei momenti complessi, di sentirci sempre parte di una comunità. Questo è anche il nostro desiderio per i turisti, che possono diventarne cittadini temporanei».

Le evoluzioni future

Il cambiamento che interesserà il progetto mette in risalto le diverse possibilità ancora aperte. «Il nostro progetto – conclude Vallebona – sta cambiando pelle, inserirà il turismo delle radici diretto agli emigrati che vogliono riscoprire le proprie origini e un progetto sull’accessibilità ai luoghi culturali. Uniremo questi aspetti per una mission profonda: quella di influenzare e stimolare una visione del turismo differente, sostenibile e inclusiva».

 

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