Stamattina la visita dell’arcivescovo mons. Baturi nella Casa circondariale di Uta In occasione del Giubileo, l’incontro organizzato dall’Ufficio diocesano di pastorale penitenziaria. Al centro, la riflessione sulla speranza

L’arcivescovo con la direzione della Casa circondariale di Uta

Si è svolta questa mattina la visita dell’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi nella Casa circondariale di Cagliari – Uta “Ettore Scalas”. Un incontro organizzato dall’Ufficio diocesano di pastorale penitenziaria nell’ambito delle iniziative per il Giubileo. «Nel contesto dell’Anno Santo che ci coinvolge tutti  – spiega don Gabriele Iiriti cappellano della Casa circondariale e direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale penitenziaria  -, abbiamo voluto estendere la possibilità di un incontro con il nostro arcivescovo oltre che ai detenuti anche all’intera “famiglia penitenziaria”:  direzione, amministrazione, area sanitaria ed educativa, polizia penitenziaria».

Una visita che «è stata una riconferma nella fede e nel nostro servizio, un incoraggiamento ad andare avanti con fiducia». Durante la mattinata  «è risuonata forte la parola “speranza” – continua don Gabriele – : l’arcivescovo ha espresso questa parola in questo luogo dove non sempre è facile portare avanti il nostro impegno, soffermandosi sul senso profondo del Giubileo e della speranza, alla luce dei messaggi di Papa Francesco. E credo che in questo modo l’arcivescovo abbia davvero spalancato le porte alla speranza: quella del cambiamento personale e dell’intera società, perché la persona che sbaglia non è mai il suo errore, tutti dobbiamo avere e dare agli altri la possibilità di un riscatto, quindi una speranza che non riguarda solo i detenuti ma che ognuno di noi può vivere attraverso ciò che fa tutti i giorni».

Proprio l’attenzione ai detenuti e ai destinatari delle misure alternative è uno dei segni giubilari portati avanti dalla Chiesa diocesana,  anche attraverso il progetto destinato a promuovere l’accoglienza verso queste persone nelle comunità parrocchiali, in collaborazione con la Caritas diocesana.

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