Riconoscere il peccato per ritrovare libertà: incontro con la misericordia di Cristo e speranza di vita nuova Diànoia. le riflessioni settimanali dell'Arcivescovo su Radio Kalaritana

In questo periodo di avvicinamento alla Pasqua, siamo continuamente chiamati a riconoscere il nostro peccato, la nostra miseria, la nostra fragilità, e a chiedere perdono attraverso la liturgia penitenziale e il bellissimo esercizio della Via Crucis.

Questo è un punto di grande importanza, poiché la consapevolezza del nostro peccato è il primo passo verso una liberazione autentica. Solo attraverso il riconoscimento della nostra condizione di peccatori possiamo entrare in rapporto con Cristo, nella verità, e accogliere la grande speranza di una vita diversa, rinnovata.

Come diceva Sant’Agostino, «grande misericordia richiede il grande peccatore, grande medicina richiede la grande ferita». Riconoscersi peccatori e feriti senza vergogna è il segno della nostra fiducia nella misericordia di Dio. Davanti a Cristo, la grande medicina e il grande medico, possiamo trovare cura per le nostre ferite più profonde.

Ma cos’è il peccato? È ciò che rende impuro l’uomo, ma nella Scrittura è anche rappresentato come il dare confidenza a un estraneo. Il Salmo ci invita a non adorare un Dio straniero, un Dio che non ha relazione con la nostra vita e non ci ama, ma che sollecita solo le nostre emozioni. Il peccato, infatti, è vivere per ciò che non è Dio, è fare della nostra vita una ricerca di ciò che è effimero, di ciò che non ha valore eterno.

Riconoscere il peccato significa riconoscere che solo Dio è tutto, che solo Lui ha la vera pienezza di vita. E il peccato, lungi dall’essere un ostacolo, diventa l’occasione per aprirci alla misericordia divina, per intraprendere il cammino della speranza.

L’uomo conosce davvero se stesso solo quando si sente totalmente amato. Solo di fronte a un grande amore possiamo riconoscere i nostri limiti e, senza vergogna, anche il nostro peccato. Il peccato ci fa smarrire, ci allontana da noi stessi, ci avvolge in un circolo di emozioni che ci lasciano vuoti.

Ma l’incontro con Gesù Cristo, che siamo chiamati a rinnovare in questo periodo, è un incontro che avviene nella coscienza del nostro peccato. È in questo riconoscimento che trova spazio la misericordia di Dio, il desiderio di speranza che ci spinge a gridare la nostra richiesta di pietà e il nostro bisogno di salvezza. Il peccato diventa, dunque, occasione di incontro con Dio, il momento in cui possiamo accogliere la Sua grande misericordia.

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