Pellegrinaggio Sinnai-Bonaria con la croce giubilare È stata realizzata nella casa circondariale di Uta

Una croce del giubileo, realizzata da alcuni detenuti della Casa circondariale di Uta.

La proposta nasce dalla volontà dell’arcivescovo di coinvolgere questi fratelli in questo anno giubilare dedicato alla Speranza.

In continuità anche con il fatto che il Papa abbia voluto aprire la Porta Santa del carcere di Rebibbia.

Una vicinanza e una attenzione verso gli «ultimi» che nelle carceri sono chiamati a non perdere la speranza, ma devono essere guidati per riavere una nuova possibilità di vita.

Si stima che i legni di ginepro, donati per l’occasione da un privato, abbiano circa 200 anni e mostrino la bellezza del legno con le sue venature e nodi tipici.

La levigazione del legno è stata poi abbellita dagli intagli tipici dell’artigianato sardo chiamati «a sgorbia»; il tutto è stato realizzato presso la falegnameria della Casa circondariale.

Nel retro della croce, sul braccio orizzontale, è stato inciso il tema del Giubileo «Pellegrini di speranza» e al centro l’anno «2025».

La croce è stata consegnata a monsignor Baturi direttamente dai detenuti il giorno di Natale durante la celebrazione eucaristica in carcere.

Con questa croce l’Arcivescovo ha aperto l’anno giubilare in diocesi lo scorso 29 dicembre: ha guidato il pellegrinaggio di apertura e, arrivati alla soglia della Cattedrale, monsignor Baturi l’ha mostrata al popolo radunato nel piazzale, quale segno di salvezza e di redenzione.

Ad oggi la croce è conservata nella Cattedrale di Cagliari e viene utilizzata in tutta la Diocesi per tutte le celebrazioni giubilari.

Sarà presente al 39esimo pellegrinaggio a piedi da Sinnai alla basilica di Bonaria in programma nella notte fra il 24 e il 25 aprile.

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