Inclusione e progetti di vita: un Convegno per il cambiamento promosso dalla Diocesi di Cagliari Si è tenuto ieri presso la sala convegni di palazzo Tirso un importante incontro sul tema dell'inclusione e della disabilità, organizzato dall’Ufficio per l’inclusione delle persone con disabilità

Si è tenuto ieri presso la sala convegni di palazzo Tirso un importante incontro sul tema dell’inclusione e della disabilità, organizzato dall’Ufficio per l’inclusione delle persone con disabilità della diocesi di Cagliari e dall’Opera don Orione di Selargius. Il convegno, intitolato «Il Decreto 62/2024: verso i progetti di vita», ha rappresentato un’occasione cruciale per approfondire i contenuti del decreto e le sue implicazioni pratiche.

Il focus della giornata è stato rivolto alle innovazioni metodologiche che il decreto introduce, rivoluzionando le pratiche di valutazione, progettazione e co-progettazione nei territori e negli ambiti locali. L’evento ha registrato la partecipazione di oltre cento persone, tra operatori dei servizi sociali dei comuni di Cagliari e Selargius, e rappresentanti delle principali associazioni che operano quotidianamente nel supporto alle persone con disabilità.

Dopo i saluti istituzionali di monsignor Ferdinando Caschili, vicario della Diocesi di Cagliari, don Fabio Marella, vice direttore del Servizio nazionale inclusione persone con disabilità, don Vittorio Quaranta, direttore dell’Ufficio diocesano, Alessandro Pusceddu responsabile dell’Opera don Orione di Selargius, la giornata è entrata nel vivo con gli interventi di esperti coinvolti direttamente nella stesura del decreto.

L’avvocato Paolo Bandiera, direttore degli affari generali dell’Associazione italiana sclerosi multipla, ha illustrato le basi giuridiche del decreto, soffermandosi sull’importanza di garantire alle persone con disabilità la possibilità di essere protagoniste delle decisioni relative alla propria vita. Bandiera ha evidenziato i punti centrali del decreto, inclusa la valutazione multidimensionale, il budget di progetto e le nuove norme sull’accomodamento ragionevole, definendo il progetto di vita come un vero e proprio procedimento amministrativo.

In seguito, la dottoressa Francesca Palmas, pedagogista e responsabile del Centro Studi ABC Italia, ha sottolineato il nuovo approccio bio-psico-sociale del decreto, ponendo l’attenzione sull’importanza di considerare il soggetto non solo per ciò che ha, ma per ciò che è. Questo paradigma implica un impegno congiunto e condiviso nel costruire percorsi centrati sulla persona.

A testimonianza di come i progetti di vita possano tradursi in opportunità concrete, Daniele Bassetti, direttore dell’hotel palazzo Tirso, ha raccontato l’esperienza di inserimento lavorativo di due giovani autistici in una delle aziende del gruppo. Nonostante le difficoltà burocratiche, l’iniziativa ha avuto un impatto positivo sull’organizzazione aziendale.

Infine, il dottor Luigi Croce, esperto di psichiatria e consulente di Anfas, ha proposto un modello valutativo alternativo basato sul Profilo di Strutture e Funzioni (ICF), introducendo il «Coefficiente di Rilevanza di Croce» per una valutazione più equa e personalizzata. La giornata si è conclusa con l’intervento del professor Roberto Franchini, il quale ha evidenziato l’importanza di valorizzare la qualità della vita come criterio guida nei processi di valutazione.

Un breve dibattito ha chiuso i lavori di questa intensa mattinata.

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