Farru (Libera): «Il nostro impegno contro le mafie» A Gergei l’associazione ha fatto nascere un parco all’interno di un terreno confiscato dove si riflette sul valore della giustizia

 

Il 21 marzo, in tutta Italia, si è svolta la tradizionale Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. In Sardegna, l’iniziativa ha visto un’intensa partecipazione e un forte coinvolgimento delle istituzioni e della società civile, un’occasione per riflettere, ma soprattutto per non dimenticare.

L’impegno di Libera

Come ogni anno è emerso l’impegno del coordinamento di Libera in Sardegna. Questa giornata non è solo un momento di commemorazione, ma è anche una chiamata all’azione e un’occasione di riflessione profonda. Il referente Giampiero Farru, sottolinea come l’appuntamento rappresenti «un momento fondamentale non solo per ricordare, ma anche per impegnarci concretamente contro le mafie e le ingiustizie che esse causano». La partecipazione dell’Isola, come ogni anno, è stata massiccia. «La memoria delle vittime – prosegue – non è solo un atto simbolico, ma un invito a guardare al presente e al futuro con maggiore consapevolezza». L’impegno di Libera in Sardegna, come nel resto del Paese, si è concretizzato in una serie di attività che hanno coinvolto direttamente le scuole, i giovani e le comunità locali anche nelle settimane precedenti. Il 7 marzo, infatti, Libera aveva ricordato un altro anniversario significativo: i 29 anni dall’approvazione della legge 109 del 1996, che ha dato il via all’uso sociale dei beni confiscati ai mafiosi. Una legge che, come ricorda lo stesso Farru, «non è solo un simbolo, ma un mezzo concreto per restituire alla collettività quello che le mafie avevano sottratto». L’impegno di Libera nella promozione in tal senso è sempre stato un pilastro, poiché permette alle vittime e alle comunità di «prendere in mano ciò che è stato rubato e trasformarlo in opportunità».

L’esempio di Gergei

A Gergei esiste un parco della memoria unico in Italia. Nel bene confiscato alla criminalità di «Su Piroi», oltre mille sagome rappresentano ciascuna le vittime innocenti delle mafie, i cui nomi vengono letti il 21 marzo in occasione della Giornata. Proprio nel piccolo centro del Sarcidano, la mattina del 7 marzo è stata caratterizzata dalla lettura dei nomi dei 103 bambini che compongono il lungo elenco delle vittime innocenti delle mafie. «Bambini – conclude Farru – a cui è stata stroncata la vita, che non hanno più potuto frequentare le scuole e i loro amici, e per questo motivo, è stata inaugurata la classe dei banchi vuoti». Anche Isa Saba, referente della formazione di Libera Sardegna, ha messo in luce l’importanza di educare le nuove generazioni alla promozione della legalità. «Quest’anno – dichiara – abbiamo lavorato moltissimo nelle scuole, proponendo percorsi formativi che non solo parlano delle vittime delle mafie, ma anche delle cause sociali ed economiche che permettono alle organizzazioni mafiose di prosperare. I ragazzi sono il nostro futuro, e dobbiamo insegnare loro a riconoscere e combattere ogni forma di ingiustizia». La formazione, infatti, rappresenta uno degli aspetti più significativi del lavoro di Libera in Sardegna. I corsi non solo trattano della memoria delle vittime, ma anche delle dinamiche che regolano l’ignobile fenomeno mafioso. «Il nostro obiettivo – conclude – è quello di fornire strumenti concreti per comprendere la realtà delle mafie e per agire contro di esse. La lotta contro le mafie è una battaglia di tutti, e il nostro impegno deve essere costante». A tal proposito, la formazione nelle scuole è stata arricchita da numerosi laboratori, che hanno permesso agli studenti di entrare in contatto diretto con storie di vita vissuta, con le esperienze delle famiglie delle vittime e con il lavoro compiuto nel territorio dalle associazioni.

Maria Luisa Secchi (Articolo apparso sul Kalaritana Avvenire del 23 marzo)

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