Nel carnevale si mischiano linguaggi e tradizioni, risate e riflessioni. Un momento importante dell’anno per diverse comunità isolane, che si può declinare in differenti modi e dedicare a tutte le età. Ne è un esempio il carnevale di Guspini, dove in tre giornate – 27 febbraio, 4 marzo e 8 marzo – le forme di divertimento saranno diverse tra loro, come i protagonisti e le protagoniste del centro del Medio Campidano.
La rassegna
«Il programma è come al solito ricco – spiega l’assessora alla Cultura del comune di Guspini Francesca Tuveri – Si inizierà giovedì 27 febbraio, con la giornata dedicata ai bambini e alle bambine, con una grande festa in piazza XX settembre a partire dalle 16. Poi si prosegue il 4 marzo con una grande festa in maschera, a partire dalle 18, sempre in piazza XX settembre, con un palco scenografico, musica anni Ottanta, Novanta e Duemila. Un’iniziativa pensata per il divertimento di tutti, piccoli e grandi. E poi si chiude con il botto, come da tradizione, l’8 marzo, con Carnevalinas. Da via Anna Frank a piazza Togliatti si snoderà il grande raduno zonale di carri, frutto del lavoro dei maestri di cartapesta, e di numerosi gruppi a piedi».
Tra storia e opporunità
Anche quello guspinese è così un cartellone che vede negli usi e costumi nati nel passato, parte delle risposte anche per il presente. «Il Carnevale guspinese e i Cambas de Linna, la maschera tradizionale del paese nata dall’idea di due giovani negli anni Cinquanta, Pierino Loi e Vincenzo Sanna, rientrano nel patrimonio culturale e sociale di Guspini. Così altrettanto ne fanno parte i maestri cartapestai. Sono giorni in cui si presenta un’occasione di promozione territoriale con un importante ricaduta sul piano turistico-culturale ed economico».
La risposta della collettività
È in questo modo che conoscenza della propria storia e spensieratezza si mischiano, fino a dare vita a un evento che tiene stretta la comunità. «I guspinesi vivono questo momento come chiunque abbia nella carta d’identità un Carnevale storico, in cui si dà, come diceva Mario Benedetti, via libera al diritto all’allegria. È un momento di coesione sociale, non solo un momento di valorizzazione di un aspetto profondamente culturale e storico. C’è sempre grande aspettativa per queste giornate che rappresentano una leggerezza di cui abbiamo bisogno».
Matteo Cardia
© Copyright Kalaritana Media