A Quartu Sant’Elena è in partenza un nuovo progetto di Coesione Sociale pensato per dare supporto ai minori che si trovano in situazioni di difficoltà temporanee o permanenti, ostacolando loro una crescita sana all’interno della famiglia di origine. Il progetto, intitolato “Un affetto in più”, è finalizzato alla promozione dell’affido familiare, sensibilizzando la cittadinanza sull’importanza di questa misura di protezione.
In collaborazione con l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune, l’iniziativa, presentata stamattina, è proposta dall’Associazione Ai.Bi. (Amici dei Bambini) e mira a garantire il benessere dei minori in difficoltà, favorendo un ambiente familiare stabile, sicuro e amorevole attraverso l’affido. In particolare, “Un affetto in più” si inserisce in un quadro di attività già avviate dal Comune, che ogni anno investe risorse significative nei progetti di Coesione sociale. Questi progetti hanno coinvolto numerosi cittadini, con attività assistenziali, culturali e ricreative, contribuendo a rafforzare il tessuto sociale e a sostenere chi si trova in situazioni di vulnerabilità.
Al centro del progetto, vi è l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sull’affido familiare come una misura fondamentale di protezione per i minori, che garantisce loro un futuro sereno e sicuro. Nonostante Quartu segua circa 450 famiglie con minori, solo 7 adolescenti hanno trovato una famiglia affidataria, mentre oltre 60 bambini sono ospitati in strutture protette. Il progetto si propone quindi di offrire a più famiglie l’opportunità di conoscere questa possibilità e di fare la propria parte per offrire un’opportunità di crescita stabile a bambini e adolescenti.
Il ruolo delle famiglie e delle associazioni nel progetto
Il progetto prevede una serie di incontri, sia informativi che formativi, per accompagnare le famiglie nell’approccio all’affido e all’adozione. È fondamentale creare una rete di famiglie accoglienti non solo nel territorio di Quartu, ma anche nei comuni limitrofi, per garantire a ogni minore il diritto di crescere in un ambiente familiare protetto. Il contributo delle associazioni locali è essenziale per superare le complessità nel raggiungere le famiglie, che non sono solo l’utenza ma anche una risorsa vitale per il successo del progetto.
L’affido familiare, come spiega Alessandro Cuboni, Responsabile regionale di Ai.Bi., non richiede particolari caratteristiche, ma solo la capacità di offrire un ambiente idoneo e amorevole. La Corte Costituzionale ha infatti certificato che anche le coppie o i singoli possono diventare famiglie affidatarie, a condizione che siano ritenuti idonei da un Tribunale minorile o da un Servizio sociale. L’affido, quindi, può essere anche parziale, ad esempio, limitandosi ad accompagnare un bambino nelle sue attività quotidiane come i compiti scolastici o lo sport.
Un’azione complementare a un impegno più ampio
“Un affetto in più” è complementare a un ampio lavoro che l’Amministrazione comunale ha intrapreso da anni, con il fine di offrire alla città dei presidi educativi significativi. L’Assessore Marco Camboni ha sottolineato che questo progetto si inserisce in un percorso educativo ampio, che include il Servizio Educativo Territoriale e il Centro per la Famiglia, e che sta già dando frutti importanti. Si tratta di una scelta importante, che necessita di una preparazione accurata e di un impegno costante, ma che può realmente fare la differenza per il futuro di tanti bambini.
In questo modo, l’Amministrazione quartese si impegna non solo a sostenere il progetto, ma anche a garantire che ogni bambino che necessiti di protezione abbia la possibilità di crescere in un ambiente sereno, sicuro e amorevole.
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