
Una Pasqua all’insegna della solidarietà e della condivisione.
Alla mensa di Quartu Sant’Elena per le persone in difficoltà della città, il lavoro dei volontari non conosce pause, nemmeno nei giorni di festa.
Anzi, proprio in queste occasioni l’impegno si intensifica per garantire un momento di serenità a chi vive situazioni di fragilità. È stata avviata una colletta alimentare per sostenere l’iniziativa in occasione della Pasqua.
«È fondamentale sostenere il servizio – ha detto ai microfoni di Radio Kalaritana Marco Pilleri, tra i responsabili del servizio. In questi giorni abbiamo ricevuto una raccolta organizzata dai ragazzi del Clan Quartu 3 e dell’oratorio di Santa Elena. Iniziative come questa ci aiutano tantissimo, soprattutto in occasione delle feste come Natale e Pasqua. Lo diciamo sempre: chi aiuta i poveri compie un gesto bellissimo. E quando sono i giovani a farlo, la soddisfazione è ancora più grande».
Nei giorni scorsi avete ricevuto anche una visita speciale.
Sì, è venuto a trovarci l’arcivescovo Giuseppe Baturi. È un appuntamento che si rinnova ogni anno, a Natale e a Pasqua, ma questa volta è stato particolarmente sentito. La mensa era piena, c’erano volontari e commensali, abbiamo pregato insieme anche per la pace. È stato un momento molto bello.
Si è fermato a pranzo con voi?
Sì, come sempre. Tiene molto a stare con noi, a sedersi tra i commensali, a parlare con loro. È un gesto semplice ma importante, che viene sempre accolto con grande calore.
Come sarà il pranzo di Pasqua?
Cerchiamo sempre di offrire qualcosa di speciale. Partiremo con un antipasto, poi un primo – pasta al forno – e come secondo agnello e maialetto, con contorni e dolci. Non mancheranno il caffè e la colomba pasquale, che consegniamo ogni anno. E poi la cosa più importante: passeremo tavolo per tavolo a fare gli auguri.
È previsto anche un aiuto per la sera?
Certo, prepareremo un pacco da portare via, così i nostri ospiti avranno qualcosa anche per la cena.
Il vostro servizio però non si limita alle festività.
Assolutamente no, è un impegno che portiamo avanti tutto l’anno. Lo abbiamo sempre fatto e continueremo finché ne avremo la possibilità. Per noi non è un peso, anzi: i volontari aspettano con gioia anche i giorni di festa per essere qui. È qualcosa che ci gratifica profondamente.
Quante persone si rivolgono oggi alla mensa?
Siamo intorno alle 45 persone, ma ogni settimana se ne aggiungono di nuove. Non è un dato che ci fa piacere, perché significa che la povertà sta aumentando. Per questo dobbiamo essere sempre più pronti e solidali.
Come riuscite a sostenere il servizio?
Viviamo di carità. Riceviamo contributi dal Comune e dalla Curia, ma sono fondamentali anche i benefattori. Senza l’aiuto di tutti, non potremmo andare avanti.
Un impegno silenzioso e quotidiano, che a Quartu continua a fare la differenza, trasformando la solidarietà in un gesto concreto, giorno dopo giorno.

LIVE 




