
Un percorso lungo quasi tre anni e mezzo, oltre centinaia di manifestazioni di interesse e un obiettivo ambizioso: rendere la transizione energetica un’opportunità concreta per l’intera comunità.
Carloforte avvia la propria Comunità energetica rinnovabile (Cer), un progetto che entra ora nella fase operativa dopo il completamento dell’iter amministrativo e la definizione degli strumenti necessari al suo funzionamento.
La presentazione si è svolta ieri negli spazi dell’ex Mé, durante un’assemblea che ha segnato un passaggio importante per l’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale. Un risultato che arriva al termine di un lavoro avviato nel 2022, quando il Comune aveva lanciato la prima manifestazione di interesse per raccogliere le adesioni di cittadini e soggetti interessati a partecipare alla condivisione dell’energia da fonti rinnovabili.
«Abbiamo concluso un iter procedurale complesso e lungo – spiega Gianluigi Penco, assessore alle Politiche energetiche del Comune di Carloforte – sviluppato nell’arco di quasi tre anni e mezzo. Fin dal nostro insediamento, nel 2022, abbiamo puntato, insieme a tanti altri obiettivi, sulla possibilità di dotare la nostra comunità di una comunità energetica rinnovabile».
Un percorso reso più articolato dall’evoluzione della normativa nazionale e dalla complessità del sistema energetico, nel quale intervengono diversi soggetti istituzionali e operatori. Nel frattempo, il Comune ha organizzato tre assemblee pubbliche per illustrare il progetto, aggiornare i cittadini sugli sviluppi normativi e accompagnare la costruzione della comunità energetica.
La risposta è stata particolarmente significativa. «Abbiamo ottenuto un consenso inimmaginabile – sottolinea Penco – con più di 520 lettere di adesione e manifestazioni di interesse a partecipare alla comunità energetica».
Dall’iter amministrativo alla fase operativa
Il passaggio decisivo è arrivato con la costituzione formale dell’associazione, deliberata dal Consiglio comunale il 30 giugno. La Cer è organizzata come associazione non riconosciuta, presieduta dal sindaco e dotata di un direttivo nominato dal Comune per due esercizi finanziari. Una scelta pensata per garantire, in questa prima fase, un riferimento istituzionale e lasciare alla futura amministrazione la possibilità di individuare una propria rappresentanza.
Sono stati predisposti lo statuto e il regolamento, approvati e sottoscritti nel corso dell’assemblea, mentre il direttivo ha affidato a una società specializzata il supporto operativo per gli adempimenti necessari all’avvio.
Tra questi rientrano le registrazioni dei punti di prelievo dell’energia, i cosiddetti POD, e le procedure con il Gestore dei servizi energetici (GSE), passaggi indispensabili per rendere effettiva la condivisione dell’energia e consentire alla comunità di operare.
«A volte sorrido – dice Penco – perché sembra un punto di arrivo, ma in realtà non siamo arrivati al traguardo: siamo a un punto di partenza. Se oggi possiamo dare concretezza a questa comunità energetica è proprio grazie al lavoro svolto in questi anni».
Oltre 520 adesioni, ma l’ingresso sarà graduale
L’interesse manifestato dai cittadini rappresenta una risorsa importante, ma non tutti i 520 aderenti potranno entrare contemporaneamente nella fase iniziale del progetto. Le modifiche normative intervenute rispetto alle prime ipotesi progettuali hanno infatti ridimensionato alcune delle possibilità inizialmente previste.
Per garantire benefici concreti, sarà necessario mantenere un equilibrio tra produttori di energia, consumatori e soggetti che svolgono entrambe le funzioni, i cosiddetti prosumer, cioè coloro che producono energia e allo stesso tempo la consumano.
«Abbiamo dovuto rivedere il numero iniziale degli aderenti – chiarisce l’Assessore – perché far entrare subito tutti, con tanti consumatori e pochi produttori, avrebbe significato distribuire benefici davvero esigui. Non sarebbe stato conveniente».
La strategia dell’amministrazione è quindi quella di partire con un primo gruppo di partecipanti e ampliare progressivamente la comunità, favorendo l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici e il coinvolgimento di soggetti in grado di mettere a disposizione superfici adeguate.
Il Comune guarda con interesse anche alle aziende e alle società che dispongono di spazi utilizzabili per la produzione di energia rinnovabile. Una maggiore capacità produttiva permetterebbe infatti di coinvolgere un numero crescente di famiglie e attività economiche, valorizzando il patrimonio energetico locale.
La transizione energetica come bene comune
Il risultato raggiunto, secondo Penco, conferma quanto il tema sia sentito dalla popolazione carlofortina. «Sapevamo che c’era un’attenzione particolare nei confronti della transizione energetica e della possibilità di creare strumenti all’interno della comunità. Le comunità energetiche rinnovabili sono uno di questi mezzi. Ma un’adesione così compatta è stata davvero sorprendente e ci ha dato ulteriore motivazione per proseguire».
A incoraggiare l’amministrazione sono anche le richieste già presentate da diversi cittadini interessati a installare impianti fotovoltaici. Un segnale che potrebbe consentire, nel medio periodo, di aumentare la produzione disponibile e ampliare la platea dei partecipanti.
La prospettiva è quella di costruire un sistema nel quale la produzione da fonti rinnovabili non sia soltanto una scelta individuale, ma diventi una risorsa condivisa, capace di generare benefici per il territorio.
«Siamo convinti- conclude l’Assessore – he nel medio-breve termine riusciremo ad avere la capacità necessaria per attrarre e includere un numero sempre più alto di cittadini», .
L’obiettivo finale va oltre il perimetro della prima associazione: creare una grande comunità energetica dell’Isola di San Pietro, in grado di coinvolgere progressivamente gli utenti del territorio e trasformare la transizione energetica in un progetto collettivo. Per Carloforte, dunque, l’avvio della Cer non rappresenta un traguardo definitivo, ma il primo passo verso un modello energetico più partecipato e sostenibile.
Qui l’intervista a Radio Kalaritana.

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